L'inverno torinese
L'inverno torinese
Torino è stata la mia casa per molti anni. Oggi lei vive in me, nei miei ricordi affettuosi.🌷
Ricordo i lunghi pomeriggi d'inverno, quando il sole sembrava dimenticarsi di noi e le giornate si accorciavano fino a diventare piccole parentesi di luce tra due notti. Il freddo arrivava presto, silenzioso e deciso, e rimaneva per mesi, come un ospite che non aveva alcuna fretta di andarsene.🌷
Dalle finestre osservavo il cielo grigio che si stendeva sopra i tetti della città. Ero molto giovane ancora.🌷
Fuori le persone camminavano veloci sotto i portici, con le sciarpe strette intorno al collo e le mani nascoste nelle tasche. Dai bar emanava una luce calda e invitante, mentre il profumo del caffè e della cioccolata calda si mescolava all'aria pungente dell'inverno piemontese.🌷
Poi arrivava la neve.
La prima volta che cadeva, ogni anno, sembrava un piccolo miracolo. I fiocchi scendevano lentamente, quasi con timidezza, e Torino cambiava voce. Anzi, smetteva di averne una. Il traffico si attenuava, i passi diventavano più morbidi, i rumori si spegnevano uno dopo l'altro. Si instaurava un silenzio particolare, un silenzio che non era assenza di suoni, ma presenza di pace.
Amavo quel silenzio.🌷
Mi sedevo accanto alla finestra con una tazza di tè fumante tra le mani e osservavo il mondo trasformarsi in una fotografia bianca. Si, bevevo il tè in quel periodo. Gli alberi si vestivano di neve, i cortili diventavano pagine immacolate e i tetti sembravano ricoperti di zucchero.🌷
Forse era proprio quel silenzio a farmi scrivere tanto?
Le parole arrivavano senza sforzo, una dopo l'altra, come i fiocchi che cadevano dal cielo. Riempivo quaderni interi. Pensavo al Brasile. Scrivevo racconti, pensieri, ricordi, sogni. Scrivevo per raccontare ciò che vedevo e, soprattutto, ciò che sentivo. Mentre fuori il mondo rallentava, dentro di me le idee correvano veloci.
Le ore passavano senza che me ne accorgessi. La luce del pomeriggio sfumava lentamente nel blu della sera e le prime lampade si accendevano lungo le strade. Torino assumeva allora un'eleganza discreta, quasi malinconica, che mi faceva compagnia.🌷
Ancora oggi, quando penso a quegli anni, non ricordo soltanto il freddo intenso o le giornate corte. Ricordo il privilegio di quei pomeriggi silenziosi, il bianco della neve che avvolgeva ogni cosa e il tempo generoso che sembrava allungarsi per permettermi di scrivere.🌷
Torino mi ha insegnato che l'inverno non è soltanto una stagione. Può diventare uno stato dell'anima, uno spazio di raccoglimento e di creatività. E ogni volta che vedo cadere la neve, ovunque io sia, una parte di me ritorna a quei pomeriggi torinesi, alla finestra, con una penna in mano e mille parole ancora da scrivere. 🌷✍️
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